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Che tipo di intervento eseguire per un’efficace derattizzazione

Che tipo di intervento eseguire per un’efficace derattizzazione 12 Nov

Che tipo di intervento eseguire

Quando si tratta di derattizzazione un quesito ricorrente è: che tipo di intervento eseguire?

Derattizzazione la scelta dell'intevento

La lotta integrata e complementare a topi e ratti

Il controllo di topi e ratti non richiede necessariamente un intervento chimico.

La lotta integrata prevede metodi di difesa a impatto ambientale nullo:

  • trappole multicattura,
  • carte collanti atossiche,
  • posizionamento di esche rodenticide in dispenser protetti e inaccessibili a uomini e animali non target.

Ma topi e ratti sono “bombe ecologiche” che portano con sè pulci, pidocchi, acari, tutti vettori di pericolose malattie per l’uomo: per questo motivo la derattizzazione va accompagnata dalla disinfezione ambientale

Tutte queste procedure, che rientrano nelle metodiche HACCP, mettono in risalto l’igiene complessiva delle strutture che si realizza anche attraverso il controllo dei roditori.

Un valido ed efficiente programma di controllo non può prescindere dall’applicazione di tecniche all’avanguardia che non si limitano alla semplice difesa chimica ma coinvolgono tutta una serie di comportamenti che rendono più semplice ed efficace il controllo di topi e ratti.

Si parla in questo caso di “difesa integrata” che parte dalla conoscenza dell’etologia della specie oggetto dell’intervento e ha come obiettivo la scelta di che tipo di intervento eseguire per proteggere gli ambienti e le persone.

Tutto questo limitando naturalmente quanto più possibile l’impiego di mezzi chimici o in alternativa orientandosi verso prodotti altamente selettivi e a minore tossicità ambientale.

Approfondimento: DERATTIZZAZIONE: ASPETTI ECOLOGICI DEL CONTROLLO DI TOPI E RATTI

derattizzazione Che tipo di intervento eseguire

Derattizzazione e tecnologia

Il progresso tecnologico mette oggi a disposizione attrezzature e sostanze a bassissimo impatto ambientale.

Questo avvantaggia molto la scelta su che tipo di intervento eseguire.

Lo stesso monitoraggio delle infestazioni si avvale delle migliori conoscenze tecniche e scientifiche.

Le trappole multicattura sono un chiaro esempio di intervento a basso impatto ambientale in cui si sfrutta unicamente il comportamento del topo che abitualmente si muove rasente alle pareti e che nel fare ciò si infila inconsapevolmente in queste trappole.

Allo stesso modo devono essere considerate le carte collanti atossiche: si tratta di cartoncini grandi quanto una cartolina sul quale viene deposto uno strato adesivo che cattura topi e ratti che dovessero transitarci sopra.

L’uso di queste trappole consente di identificare la tipologia di infestzione e le vie di accesso in un ambiente chiuso.

I principi della lotta integrata prevedono l’utilizzo di biocidi specifici e di accorgimenti ecologici che impediscano inutili dispersioni nell’ambiente e consentano nel contempo di ottenere un elevato livello di protezione.

Per tale motivo le esche rodenticide vengono inserite in postazioni caratterizzate da un dispenserprotetto da un involucro in modo da renderlo inaccessibile a uomini e animali non target.

Leggi anche: LA PIANIFICAZIONE DI UN INTERVENTO DI DERATTIZZAZIONE

Derattizzazione-tipo-di-roditore

I punti d’esca possono essere molto ravvicinati (2-3 m) tra loro come nel caso di lotta al topo domestico a causa della scarsa propensione a esplorare vasti spazi.

Nel caso invece di lotta al Rattus rattus o Rattus norvegicus, la disposizione a colonizzare vaste aree consente un maggiore distanziamento delle esche.

Nel caso in cui vengano impiegate in ambienti esterni o laddove l’umidità è elevata, le esche devono essere idrorepellenti.

Con una certa approssimazione è possibile valutare la buona riuscita dell’intervento verificando le dosi di esche non trattate asportate giornalmente.

Se ogni sopralluogo viene accompagnato inoltre dall’asportazione degli escrementi, la comparsa di nuovi depositi può essere utilizzata come indice della popolazione presente.

Ogni punto di distribuzione viene contrassegnato da un cartellino che riporta: nome della ditta che esegue il servizio, numero della postazione, principio attivo utilizzato e relativo antidoto al veleno.

Per identificare la presenza di individui ancora attivi e scovare tane e camminamenti si usano le polveri traccianti atossiche sulle quali rimangono ben visibili le impronte dei roditori di passaggio.

I rodenticidi devono avere una elevata sicurezza di impiego sia nei riguardi degli operatori che di altre persone o animali domestici.

L’estrema eterogeneità di prodotti disponibili (tutti comunque autorizzati dal Ministero della Salute e di bassa potenziale tossicità), ne permette il loro utilizzo in diverse combinazioni.

Queste sono adattabili alle differenti situazioni anche in considerazione delle elevate doti di scaltrezza, prolificità e adattabilità mostrata da topi e ratti per la lotta per la sopravvivenza.

Infine non è da trascurare il fatto che ratti e topi sono delle vere e proprie “bombe ecologiche” in quanto sul loro corpo e al loro interno trasportano una enorme quantità di microrganismi e di ectoparassiti.

Pulci, pidocchi e acari sono inseparabili compagni di viaggio di topi e ratti e possono essere vettori di pericolose malattie per l’uomo come la peste bubbonica (ormai fortunatamente solo un ricordo), la leptospirosi, la salmonellosi e le rickettsiosi.

L’aspetto igienico-sanitario di un ambiente viene pertanto compromesso non solo dalla presenza di topi e ratti ma anche dalla possibile comparsa di malattie veicolate dagli stessi e che possono colpire l’uomo e gli animali domestici.

Per questo motivo negli ambienti particolarmente affollati come ospedali, scuole, edifici pubblici, non è escluso che il trattamento di derattizzazione debba essere accompagnato da operazioni complementari di disinfezione ambientale.

La trasmissione da roditore a uomo può avvenire tramite punture di pulci o pidocchi, per contatto diretto con sangue e urine o per ingestione di acqua o alimenti infetti.

Tra le malattie attualmente più pericolose si segnala la leptospirosi provocata dall’agente patogeno Leptospira icterohaemorrhagiae che provoca febbre, vomito, diarrea e mal di testa e che si trasmette all’uomo per contatto diretto di sangue e urine.

Topi-aree urbane abbandonate

Le infestazioni di topi e ratti nelle aree urbane

L’intensa urbanizzazione e il miglioramento del tenore di vita può avere anche risvolti negativi.

Uno di questi è sicuramente la creazione di zone (come le discariche) a forte attrazione di topi e ratti che, trovando cumuli di rifiuti e avanzi, proliferano.

Topi e ratti sono anche vettori di malattie infettive e spesso danneggiano le infrastrutture.

Motivazioni di ordine sanitario ed economico rendono indispensabile il monitoraggio ed il controllo dei roditori in ambito cittadino.

Ratti e topi possono essere considerati alla stregua diindicatori biologici della civiltà industriale e dell’odierna civiltà dei consumi.

La presenza sempre più radicata dei topi e dei ratti in città è un fenomeno che si accompagna all’urbanizzazione.

La creazione e la concentrazione di zone industriali nelle aree periferiche di una città, a volte a stretto contatto con:

  • superfici abbandonate o dismesse,
  • presenza di aree di degrado,
  • realizzazione di discariche a volte anche non autorizzate,
  • zone occupate da macerie,
  • gli incolti abbandonati.

Tutte queste sono situazioni di richiamo per ratti e topi che trovano in questi territori, ambiti particolarmente vantaggiosi per la loro proliferazione.

Il progressivo miglioramento delle condizioni di vita ha comportato un aumento dei consumi ma anche ad un aumento dei rifiuti e degli sprechi che vanno ad incrementare le discariche.

La merce diventa più facilmente spazzatura creando seri problemi di gestione ma soprattutto di smaltimento.

Le stesse discariche comunali autorizzate non sempre riescono a liberarsi dei rifiuti con lo stesso ritmo con il quale vengono acquisiti comportando accumuli sempre più rilevanti.

In questo contesto, in cui l’alloggio è garantito, il vitto è presente in abbondanza e mancano completamente nemici e/o competitori (predatori naturali come i rapaci), ratti e topi trovano un habitat ideale per l’insediamento ed il successivo sviluppo generando problemi di ordine sanitario ed economico.

Topi e ratti inoltre sono notoriamente vettori di numerose malattie virali, batteriche, micotiche e di ectoparassiti che a loro volta trasportano malattie che possono essere trasmesse all’uomo e agli animali domestici.

Circa i danni economici si devono considerare non solo i danneggiamenti strutturali alle infrastrutture, alle tubature, ai cavi elettrici ma anche alla possibilità di danneggiare le coltivazioni, le derrate alimentari immagazzinate nonché gli allevamenti.

Quando poi queste realtà agro-alimentari sono dislocate nelle immediate vicinanze dei centri urbani, è facile che l’infestazione migri verso altri centri di attrazione dove rifiuti e spazzatura si concentrano e sono presenti sempre in abbondanza.

Per la scelta di che tipo di intervento eseguire leggi anche: CORRETTA DERATTIZZAZIONE: LINEE GUIDA

Oppure: LA DERATTIZZAZIONE: COS È E PERCHÉ È UTILE?

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